Informazioni sulle escursioni nelle Dolomiti. Hotel a Tires

Richiesta / prenotazione

Info-Hotline

+39 0471 642175
Siamo lieti della vostra chiamata!

Sulle tracce di Re Laurino

Descrizione:

Durata: ca ore 3
Difficoltà: Facile
Dislivello: 400 m

Punto di partenza: Fermata Hotel Stefaner
Meta: Le Torri del Vajolet e la Malga Haniger Segnaletica: colore rosso

Tra le montagne a est di Bolzano”, così si dice nella leggenda, “viveva una volta un piccolo ma molto nutrito popolo di nani”. Questo percorso attraversa le terre del leggendario Re Laurino.

Il sentiero parte direttamente dall’Hotel Stefaner. Da qui, con un pullman di linea che passa più volte al giorno, si arriva al Passo Nigra. Il tragitto dura circa 12 minuti. Una volta arrivati al Passo Nigra si parte alla scoperta del leggendario sentiero nr. 1 e poi 7. Il sentiero attraversa quasi subito un paesaggio montano ed isolato, senza però alcuna difficoltà di transito. La meta di questo sentiero leggendario è lo spettacolare punto panoramico della malga ai piedi delle Torri del Vajolet. Qui, secondo la leggenda, sorgeva il maestoso castello di Re Laurino. I bellissimi campi di rose alle porte del castello erano la gioia più grande di Re Laurino.

Il sentiero prosegue all’inizio per 30 minuti, attraverso boschi di abete per piegare poi con una curva a destra molto marcante sul sentiero nr. 7. Dopo avere attraversato un piccolo fosso, si arriva con dei lievi sali e scendi sempre più vicini al maestoso paesaggio. All’inizio si raggiungono i Prati d’Angola ed infine si arriva alla malga Haniger. Da qui si possono ammirare lo spettacolare panorama e i pendii fioriti. Quest’ultimi sono pieni di gigli, orchidee selvatiche e molti altri fiori di montagna.

 

Leggenda:

Lassù in alto, tra i massicci rocciosi del Catinaccio, prosperava un tempo il giardino di rose di Re Laurino. Laurino regnava su un nutrito popolo di nani, che dalle viscere delle montagne estraevano minerali e pietre preziose. Il re viveva in un palazzo di cristallo sotterraneo. Ma era il grande giardino alle porte del suo sfavillante castello che più di ogni altra cosa gli procurava gioia ed era per lui fonte di orgoglio: un giardino in cui fiorivano a migliaia eleganti rose profumate. Guai a colui che avesse osato cogliere anche soltanto una di quelle rose: Laurino non avrebbe esitato a punirlo con la perdita della mano sinistra e del piede destro! E lo stesso destino sarebbe toccato anche a colui che avesse strappato il sottile filo di seta che delimitava il roseto.